"Magenta" è un album di svolta rispetto a quelli precedenti, rappresenta un'esperienza sonora e lirica più tormentata, che alterna e rielabora tematiche sociali e vissuto personale.
Il titolo è ispirato dal colore della sedia nel dipinto dell'artista Alessia Galati, ed è il racconto di un viaggio di introspezione e rinascita. Una sedia sulla quale ci si siede a riflettere, contemplando il mare, e da cui si alza, con consapevolezze nuove sul proprio percorso, in una trasfigurazione che ha qualcosa di magico. Sonorità sospese e avvolgenti, armonie aperte e arrangiamenti minimalisti ricchi di suggestione.
La voce in questo disco esplora di frequente il registro grave, per dare ai brani maggior profondità emotiva.

Ringraziamenti
- Federico da Quarto d'Altino (VE) per avermi regalato una sedia, da me successivamente dipinta di color magenta;
- Alessia Galati, pittrice di Castro (LE) per l'idea e per l'emozione che i suoi dipinti e il suo racconto mi hanno sinceramente e inaspettatamente generato;
- Marino, personaggio veneziano, che ha acconsentito alla pubblicazione del brano a lui dedicato (traccia n. 08 - Marino), anche dopo averlo ascoltato;
- Daniele Diliberto, Vincenzo (Vins), Roberto, Federico Desanti e Sabrina Monteduro per l'impegno, la professionalità e la generosità nel registrare le parti;
- Radio wueste-welle, in particolare la trasmissione "la valigia di Cartone" di Giancarla e Dite" che passano sempre i miei brani;
- Radio Vanessa, in particolare la trasmissione "Teste di Pazzo" di Dario Sevieri e Carlo Munaretto;
- Michele Bugliari e lo staff del concorso Targa 48 per aver apprezzato la mia "L'arpa delle Muse";
- il Collettivo B, sodalizio cantautorale di cui faccio parte, fonte di confronto ed ispirazione;
- Ca' Luisa Ronchini di Marghera (VE), Associazione che ospita e perora sovente i miei vaneggi in musica;
- Serena ed Elisa, che le mie canzoni le sanno tutte a memoria
- La mia famiglia e un bel po' di amici fedeli che mi sostengono, quali Dario C., Nicola, Martina, Teresa ma anche Massimo, Ivan, Seba, Silvia, Stefano, Dario T. e molti altri…
Ecco tutte le tracce dell'album
01 La giostra - La giostra dei seggiolini come metafora del viaggio esistenziale: un loop incalzante, una specie di volo ripetuto, caratterizzato dalla speranza di afferrare, prima o dopo, quel coniglio di pezza che ci farà vincere un nuovo giro, che ci concederà la possibilità di essere ancora in gioco.
02 Magenta - Una elegante ballata che profuma di mare e spiega come, a volte, sia la realtà stessa a inventare le leggende. Protagonisti ne sono una (quasi) magica sedia di color magenta e il racconto di una giovane artista.
03 Amore Conforme - Siamo nel 2024, fortunatamente certe chiusure mentali appartengono al passato. Ma quando una coppia omosessuale racconta sui social del proprio amore e della propria promessa di matrimonio, che succede?
04 Adesso parto per Berlino - Storia tragicomica e intensa di una lite furibonda tra innamorati e di una fuga soltanto dichiarata.
05 Siamo veri - Siamo veri sviluppa, in un continuo crescendo musicale, una riflessione e un invito a non accontentarsi più di modelli beceramente ostentati, basati su denaro, potere e trasgressione ad ogni costo.
06 L'arpa delle Muse - In un mondo pieno di str***i, o lo sei un po' di piú degli altri o impari... Ma con gentilezza, la stessa gentilezza che connota il suono dell'arpa delle Muse. Un pezzo semplice e raffinato, nel suo respiro vagamente jazzistico.
07 Canzone per Leda - Un pensiero sincero e una dedica a chi é rimasto, a chi davvero non ti dimenticherà mai.
08 Marino - Un intreccio di deliziose, nostalgiche chitarre, per un ritratto dialettale di un uomo al tempo stesso gioviale e malinconico, nella cornice della città più straordinaria del pianeta e del suo magnetico fascino decadente.
09 Preghiera laica per la pace - L'ostinata speranza per un futuro e un'umanità migliori, raccontata attraverso una preghiera laica, che ribadisce l'espresso ripudio per ogni guerra.
10 Canzone inventata - Storia spensierata di un'amicizia tra cantautori, sbocciata a margine di un tritacarne chiamato talent, in una Rimini ritratta a fine stagione. Un brano semplice ed orecchiabile già dal primo ascolto, ma che rivela, man mano, dettagli interessanti.
11 I soldati della sensazione - Una fotografia del voyeurismo implacabile di alcuni soggetti, anche di fronte al materializzarsi della peggiore delle tragedie. Un brano educatamente indignato.
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