AS YOU ARE
Del Mio Meglio 2021-2025
AS YOU ARE - Del Mio meglio 2021-2025
I primi anni della mia attività cantautorale. In Cd - digifile - disponibile su richiesta.
Ma che cosa mi salta in mente? Un cd, una raccolta per giunta, nel 2026, nel tempo dei singoli che durano due settimane e in un panorama musicale in cui i.a. e digitale la fanno da padroni?
Non sarà mica una scelta reazionaria? Un gesto di resistenza cieca e sorda all'inesorabile progresso?
O forse la volontà di fissare, di consegnare un po' della mia attitudine a un supporto fisico, agé e desueto, un po' come la pratica mai superata di stampare le foto a fronte di un hard disk esterno da 10 terabyte, stracolmo di scatti consultabili ovunque e sempre?
Io la musica che amo la ascolta ancora in cd.
E queste 12 tracce sono una mappa del mio mondo, una raccolta di storie musicate, tutte per me importanti e tutte profondamente diverse tra di loro; scarne negli arrangiamenti alcune, più ricche altre, ma accomunate dalla volontà di solleticare chi ascolta ad addentrarsi nelle parole, in un'immersione emotiva che, nella mia volontà di autore, vuole lasciare un piccolo seme di empatia e condivisione.
I BRANI
"io sono un folle": il prologo, rimane la sintesi più credibile del disagio di vivere in un mondo che non si è scelto. Chitarre scarne e una struttura particolare;
"l'arpa delle muse": amarezza e disillusione in salsa jazz, con la tromba sordinata di Federico Desanti come consolazione sonora per le anime perdute;
"as you are": velata critica alla politica mediocre e servile, in un brano con un vivace groove funky;
"eroi fragili": tra i miei cavalli di battaglia, brano pop - grunge che racconta l'eroismo e la fragilità dell'uomo moderno;
"canzone inventata": storia di un'amicizia, ballatona impreziosita dalla calda voce di VINS, e ambientata in una Rimini fuori stagione;
"siamo veri": disperato appello a recuperare l'identità e la libertà, intese come rimedio ad un mondo fin troppo globalizzato dove la crudeltà si manifesta talvolta per stupida emulazione, attraverso animalesche logiche di branco. Un brano diretto nel contenuto, e impreziosito dalle tastiere di Roby Agostini;
"423": dedicato all'angosciante prigionia venezuelana di Alberto Trentini, cooperante del Lido di Venezia. Una commistione tra cantautorato classico e Irish folk, in cui emergono le sonorità avvolgenti della chitarra di Roby Giada;
"cervello in fuga": brano visionario caratterizzato dalle chitarre surreali di Daniele Diliberto, dal racconto a due voci, la mia e quella di Serena Busetto, e dal suo invito a farmi riemergere dal mio mondo per agganciare un po' di realtà;
"havana senza la cola": un improbabile appuntamento tra una lei provocante e un lui sempre più ubriaco, sottolineato dalle chitarre sognanti e a tratti e blueseggianti di Diliberto;
"questuanti": ossia mendicanti di risposte, quali siamo. Tra arpeggi e schitarrate, una riflessione profonda;
"amore conforme": dedicato all'amore in tutte le sue forme, vittorioso a prescindere. Ancora Diliberto alla chitarra e Sabrina Monteduro ai cori, per un brano sapido e schierato;
"preghiera laica per la pace": epilogo della raccolta, tra speranza e necessità di ricorrere al buon senso, per avere sempre la forza di dire di NO ad ogni guerra.

